La violenza contro le donne oggi passa anche attraverso il digitale. Non è un fenomeno separato da quello che conosciamo, ma una sua evoluzione: più silenziosa, più pervasiva, spesso difficile da riconoscere e da fermare.


Per questo è particolarmente importante il lavoro che abbiamo portato avanti in Commissione bicamerale femminicidio, che ci ha portato questa mattina ad approvare una relazione dedicata proprio alla violenza online, a seguito della

proposta del gruppo del Partito Democratico di indagare a fondo il fenomeno, emerso con grande

chiarezza dopo le sconcertanti scoperte dei siti Mia moglie e

Phica.


La commissione ha saputo lavorare in maniera unitaria e collaborativa per produrre un testo condiviso, anche a seguito di audizioni di esperti


Oltre all’aggiornamento della normativa statale in linea con quella europea per il contrasto al fenomeno e per la tutela delle vittime, riteniamo fondamentale il punto dell’educazione all’utilizzo degli strumenti digitali, non solo in termini tecnici ma per il rafforzamento della cultura della parità di genere, del rispetto e del rifiuto di ogni forma di violenza, rivolta a minori e adulti.


La relazione punta sulla responsabilità delle piattaforme e prevede inoltre la necessità

di figure di garanzia deputate al controllo dei contenuti, che siano in grado di fare un monitoraggio e assicurare un intervento tempestivo per il riconoscimento delle violazioni, soprattutto della pubblicazione non consensuale di immagini sessualmente esplicite e manipolate, la previsione di meccanismi per ottenere l’effettivo immediato oscuramento di contenuti illeciti; la previsione di un ‘daspo’ digitale; il rafforzamento del ruolo del Garante della privacy e dell’Agcom; il patrocinio a spese dello Stato per le vittime.


Dal voto condiviso della relazione sulla violenza digitale oggi un passo avanti per tutte le donne