Nel 2025 le nascite continuano a calare, cresce l’età media al primo figlio e la maternità resta una delle principali cause di disuguaglianza nel lavoro, nei salari e nelle opportunità.

Dietro questi numeri ci sono precarietà, carenza di servizi, carichi di cura ancora troppo sbilanciati e un welfare che, troppo spesso, non sostiene davvero le famiglie.

Per chi desidera essere madre servono politiche strutturali: congedi parentali paritari e obbligatori, contrasto al part-time forzato, più servizi pubblici per la fascia 0–2 anni, più asili nido, una reale condivisione della cura tra genitori e la piena attuazione delle direttive europee su trasparenza e parità salariale.

La maternità non può essere un ostacolo alla libertà, al lavoro e all’autonomia delle donne. Deve essere una scelta libera, sostenuta e possibile.


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