Provo a raccontarvi, con un diario personale e politico quotidiano, le condizioni di chi vive a Gaza e le nostre azioni di questi giorni.

La giornata di oggi è dedicata alla situazione umanitaria nella Striscia e al confronto con esperti di diritti umani.

Abbiamo ascoltato operatori umanitari palestinesi di diverse organizzazioni e analisti politici della regione.

Il quadro emerso è devastante. Da quasi tre mesi il governo israeliano blocca ogni tipo di aiuto umanitario, e le persone muoiono di fame e per mancanza di cure. Il blocco e i continui bombardamenti rappresentano una clamorosa violazione del diritto internazionale.

Le parole di Raji Sourani, del Centro per i Diritti Umani Palestinesi, sono un monito potente per tutti noi e per la comunità internazionale silente:

“92 palestinesi, da questa mattina ad oggi, sono stati uccisi a Gaza. Tutto questo mentre il mondo guarda.

Noi non permetteremo la deportazione di 2 milioni di persone del nostro popolo.

Non permetteremo che la Palestina diventi la tomba del diritto internazionale. Continueremo a lottare per la dignità del nostro popolo.”

Il referente della Palestinian Medical Society ci racconta che, negli ultimi 75 giorni – dall’inizio del blocco totale degli aiuti – sono morti di fame 59 bambini. Ma sono 51.000 i bambini gravemente malnutriti. A Gaza non entra più nemmeno il latte in polvere.

I chirurghi effettuano amputazioni e parti cesarei senza anestesia né antidolorifici. Questi numeri sono destinati ad aumentare vertiginosamente.


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