All’Aia con a parlamentari italiani ed europei, sono stata alla Corte Penale Internazionale.

Dove abbiamo espresso piena solidarietà ai magistrati e ai procuratori della Corte colpiti da sanzioni da parte di Donald Trump e Vladimir Putin.

Colpire magistrati e procuratori con sanzioni è un fatto grave. Significa intimidire chi lavora per far rispettare il diritto internazionale: con il divieto all’accesso ai servizi bancari, informatici vengono lesi fortemente i diritti personali di chi opera alla Corte

Senza la Corte Penale Internazionale, l’Europa perde credibilità’e il senso stesso per cui e’ nata

E c’è un punto che non possiamo dimenticare: senza l’azione della Corte, le vittime delle violazioni del diritto internazionale restano sole. Chi e’ stato ferito, stuprato, ha avuto figli e famigliari uccisi rimarrebbe senza giustizia, senza voce, senza possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti.

E la questione non è che il diritto internazionale non funziona. Ma che la politica, troppo spesso, non ha il coraggio di difenderlo.

Di fronte a tutto questo, restare fermi non è un’opzione. L’Europa deve reagire, e deve farlo in modo concreto.

Per questo chiediamo alla Commissione europea di fare un passo deciso:

diventare garante dei magistrati colpiti da sanzioni, anche nei confronti del sistema bancario, assicurando loro pieno accesso agli strumenti finanziari, come già avvenuto in altri contesti internazionali.

Difendere la Corte Penale Internazionale significa difendere lo Stato di diritto globale.

E difendere lo Stato di diritto significa difendere l’Europa.