Andremo dal 16 al 19 maggio, insieme a una delegazione composta da rappresentanti della rete di ONG fra cui AOI, Arci, Assopace Palestina, altri 13 parlamentari dell’Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, 3 eurodeputati, 13 giornaliste e giornalisti, accademici ed esperte di diritto internazionale.
Nel 2024 siamo arrivati lì con la delegazione italiana più numerosa mai giunta al confine di Gaza. Quello che abbiamo visto allora era già apocalittico. Oggi è peggio. Molto peggio. La Striscia è completamente sigillata. Si muore di fame, di sete, di malattie. Si muore sotto le bombe. Si muore nel silenzio. Si muore mentre il mondo volta le spalle.
Andremo al valico di Rafah attraverso il Sinai e chiediamo di entrare a Gaza. Abbiamo chiesto all’ambasciatore italiano in Israele di farsi carico di questa richiesta presso le autorità israeliane, ma a oggi, per questo specifico passaggio, non abbiamo ancora ricevuto risposta.
Ma non ci arrenderemo. Vogliamo entrare perché, come se non bastassero i bombardamenti indiscriminati e la Striscia rasa al suolo, a Gaza si muore di fame, di sete e di malattie per un piano preciso e dichiarato del governo Netanyahu.
Un piano criminale che prevede anche l'invasione totale della Striscia e la deportazione del popolo palestinese. Nel silenzio complice della comunità internazionale, è necessario tenere alta l'attenzione su quanto sta accadendo.
Torniamo insieme a Rafah per chi non ha più voce, per chi è stato cancellato, per chi resiste. Per raccogliere testimonianze, per raccontare, per denunciare. Per tenere accesa una luce
Chiediamo il cessate il fuoco immediato, la fine dell’assedio, l’apertura dei valichi per far entrare gli aiuti umanitari, la liberazione di tutti gli ostaggi. E che l’Italia e l’Europa agiscano per fermare il massacro.
Torniamo per mantenere accesa la speranza di un pace lunga e duratura.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10236513054957192&set=a.1593525168844
