In Commissione femminicidio abbiamo approvato la relazione sul diritto comparato sulla violenza di genere nei Paesi dell’Unione europea, di cui sono stata correlatrice.
È un lavoro importante perché ci dice con chiarezza dove siamo e cosa resta da fare.
L’Italia ha rafforzato negli ultimi 20 anni le sue leggi, ma su due questioni decisive è ancora indietro rispetto al resto d’Europa.
La prima è il consenso. Nella maggior parte degli Stati membri è legge il principio che senza consenso è stupro.
In Italia, invece, la legge approvata all’unanimità dalla Camera è stata bloccata al Senato.
La seconda è l’educazione sessuo-affettiva. In molti Paesi europei è parte integrante delle politiche di prevenzione. Da noi manca un percorso strutturale e le scelte di Valditara e Meloni sono andate in direzione opposta.
Su consenso e sull’educazione non possiamo più restare indietro.
