È una proposta dal forte valore simbolico, che ci invita a non distogliere lo sguardo dalla tragedia che sta colpendo la popolazione palestinese e, soprattutto, i più piccoli.


A Gaza sono stati negati a migliaia di bambini il diritto a crescere, studiare, avere una casa, una famiglia e un futuro. Candidarli al Nobel significa ricordare che non esistono vite sacrificabili e che la pace non può essere soltanto una parola.


Di fronte alla sofferenza dei bambini non può esserci neutralità. Possiamo e dobbiamo scegliere da che parte stare: dalla parte della vita, della dignità e della pace.


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