Quest’anno ricorrono i 25 anni dal G8 di Genova e servirebbe sul G8 “una riflessione non ancora compiuta da parte delle istituzioni, in una situazione globale che oggi rischia di non avere neppure quella percezione della caduta democratica che è stata stigmatizzata nel severo giudizio di Amnesty International come la più grave violazione di diritti umani in una società democratica occidentale dal dopoguerra”.
Queste le parole del Procuratore Zucca all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Genova.
“È la perenne e radicata mancanza di risorse a determinare l’asfissia del sistema giustizia, di fronte a una riforma, ancora una volta a bilancio invariato, che rimescola soltanto l’assetto degli operatori, privandoli dei necessari strumenti processuali e organizzativi.
Occorre invece salvaguardare il mirabile disegno costituzionale dell’equilibrio fra i poteri, che non può essere sostituito, come il vento della storia sembra fare, con quello diretto tra leader e popolo”.
Queste le parole della presidente della Corte d’Appello, Vidali.
Parole ascoltate questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Genova, che hanno riportato al centro del dibattito le difficoltà strutturali del sistema giustizia: carenza di personale, tempi eccessivamente lunghi dei procedimenti, condizioni drammatiche del sistema penitenziario.
Una crisi che nasce da una cronica insufficienza di risorse e organizzazione e che continua a essere ignorata da una riforma che, a bilancio invariato, modifica gli equilibri istituzionali senza fornire gli strumenti necessari.
Interventi profondi, limpidi e coraggiosi, che hanno delineato tutto questo con grande chiarezza.
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