Sono stata al Music for Peace a Genova per un’iniziativa organizzata dalla CGIL dedicata alla manovra di bilancio.
Un momento di confronto che ha messo insieme voci diverse a partire dall’Assessora del Comune di Genova Rita Bruzzone e da Alessandro Purificato del nazionale della funzione pubblica della CGIL, unite da una stessa preoccupazione: la distanza sempre più evidente tra le scelte del Governo e la vita reale delle persone.
Una manovra dove non si ripristina il taglio alla spesa corrente dei Comuni che rimarrà fino al 2029, dove asili nido, scuola, trasporti e politiche sociali sono sottofinanziate.
Una manovra che sarà ricordata per la crescita impressionante delle spese militari e per l’allungamento dell’età pensionabile di tre mesi in un paio di anni e la cancellazione di Opzione donna e quota 103, rendendo ancora più difficile l’accesso alla pensione.
Sul fronte fiscale, il cosiddetto mini taglio dell’IRPEF vale appena 3 miliardi, mentre la pressione fiscale nel 2026 salirà ai massimi dal 2015, raggiungendo il 42,8% (era al 41,7% nel 2022). Un fisco che continua così a pesare soprattutto su chi ha meno.
Un governo che fa il contrario di quello che ha promesso e che non considera nemmeno l’idea di dare sostegno, crescita ed equità al Paese.
